ARU TRICOLORE CON LA MAGLIA DI SCARPONI

IVREA: La maglia azzurra che Fabio Aru oggi aveva indosso era una maglia speciale, anzi specialissima a cui era legato in modo assoluto. Glie l’aveva regalata Michele Scarponi con cui era in ritiro a Sierra Nevada questa primavera. Uno scambio di amicizia ed un patto di lealtà in vista del Giro d’Italia per cui si stavano preparando. Michele non c’è più ma oggi Fabio ha indossato quella maglia. Dentro di sé una motivazione super e la voglia di impresa speciale.

Per di più il Piemonte gli piace, ci passa tanto tempo per gli allenamenti in altura a Sestriere. Aru oggi, nel suo Piemonte ci ha colto una delle vittorie più belle della carriera. Bella perché arriva dopo un periodo di grande sofferenza sfogata in lacrime di gioia subito dopo il traguardo. La morte, ancora freschissima, dell’amico Michele e la rinuncia al Giro 100 che partiva dalla sua Sardegna sono state 2 motivazioni forti per un riscatto che è arrivato.

Non poteva essere considerato uno dei favoritissimi, per via del fatto che sino ad oggi non ha mai vinto molto nelle prove in linea. Invece sulla salita della Serra ha avuto grinta, coraggio e gambe forti. Ha salutato tutti e negli ultimi 16 km è volato senza mai dare segni di cedimento. Gli avversari si sono guardati, hanno bisticciato per organizzare i cambi nell’inseguimento, ma probabilmente non avevano molte cartucce da sparare.

Una vittoria che vale un anno in maglia tricolore e al via del prossimo Tour de France sicuramente Fabio sarà molto riconoscibile per i tifosi italiani che lo spingeranno idealmente con la speranza di vederlo bissare il percorso di Vincenzo Nibali che 3 anni fa seppe vincere il Tour con la stessa divisa verde, rossa e bianca a fasciargli il busto.

 

A Ivrea oggi c’era un caldo bestiale, che ha piegato le gambe di molti pretendenti. Bocciati Gavazzi, Cattaneo e Visconti. Un plauso ai sempreverdi Davide Rebellin e Rinaldo Nocentini. Brillanti ma non al top i vari Caruso, Moscon e Felline. Sorprendente Colbrelli che questa stagione ha trovato una nuova dimensione.

Oggi si sono assegnati i titoli nazionali in tutta Europa.  In Gran Bretagna doppietta di Steve Cummings, Jesus Herrada davanti all’eterno Alejandro Valverde in Spagna, Bob Jungels si ripete in Lussemburgo. E in Slovacchia vince Juraj Sagan con 9’49” sul fratello Peter. Il velocista Arnaud Demare è campione francese.

In Germania trionfa Burghardt, davanti a  Buchmann e Degenkolb. Ramon Sinkeldam (Sunweb) vince la volata in Olanda davanti a Wippert e Groenewegen. Sorpresa in Norvegia, dove il 20enne Rasmus Tiller  interrompe il dominio di Boasson Hagen. In Repubblica Ceca, la maglia è di Zdenek Stybar, già vincitore nel 2014. In Austria trionfa il 23enne Gregor Muhlberger (Bora-Hansgrohe), in Danimarca il 21enne Mads Pedersen (Trek-Segafredo). Il campione di Slovenia è Luka Mezgec (Orica-Scott), in Polonia sorprende Adrian Kurek (Ccc Sprandi). Ruben Guerreiro (Trek-Segafredo) a 22 anni è il vincitore del titolo in Portogallo, Alexander Porsev (Gazprom-Rusvelo) si ripete in Russia: era già stato campione nel 2014. Doppietta di Ryan Mullen in Irlanda, crono e prova in linea. Svezia: Kim Magnusson. Kazakistan: Artyom Zakharov.

ARRIVO

1. Fabio ARU (Astana)

2. Diego Ulissi a 40”

3. Rinaldo Nocentini

4. Damiano Caruso

5. Gianni Moscon

6. Marco Canola a 48”

7. Fabio Felline

8. Sonny Colbrelli;

9. Matteo Trentin;

10.Davide Rebellin a 50”.