CASSANI, ABOLIAMO LE CRONO.  NON SONO D’ACCORDO

 

Parlando con il CT del ciclismo, Davide Cassani, persona estremamente appassionata e competente, mi sono ritrovato a discutere di una sua proposta legata alle gara a tappe. L’idea, a metà tra la provocazione e lo spunto di riflessione è comunque suggestiva e intrigante.

 

Abolire le crono nei grandi giri?

No, non sono d’accordo. È sicuramente bello avere una gara incertissima che si svolge sempre sul filo dei secondi, magari sugli abbuoni per una suspence finale crescente. Anche l’ultimo Giro d’Italia si è concluso solo all’ultima tappa e la crono ha dato la svolta finale definendo le gerarchie. Tom Dumoulin è stato un degnissimo vincitore sfruttando le proprie doti contro il tempo, ma vincendo pure ad Oropa, in salita, battendo gli scalatori.

Probabilmente un accorciamento dei percorsi a cronometro ci potrebbe anche stare. Eppure sono già stati fatti grandi cambiamenti. Negli anni 90 Miguel Indurain dava certe lezioni ai propri avversari con maxicrono con cui rifilava anche 3 minuti al secondo.

Non sono d’accordo con l’abolizione delle crono per un motivo semplice. I grandi giri premiano quel corridore che al termine di 3 settimane di gara si rivela più completo. Ci sono atleti che sanno andare forte in salita, altri allo sprint e altri ancora a cronometro. Per un dono misterioso della natura qualcuno sa andare forte su tutti i terreni. Solo il più completo riesce a vincere una prova di 3 settimane. Per quale motivo penalizzare una di queste abilità? Per usare un termine caro al CT Cassani dire… troviamo nuovi equilibri.