CONTADOR, UNA CRISI CHE VIENE DA LONTANO.

Si riparte da Perigueux e si va a Bergerac, famosa per Cirano. Tutti i big sono in rampa di lancio a parte il povero Richie Porte che è in ospedale. Qui, in questo Tour, il ciclista che manca all’appello è Alberto Contador. Lo spagnolo di Pinto in realtà è in gara, attardato di 5’:15” al 12esimo posto. Il vero sconfitto di questa edizione 2017.

Ci si potrebbe chiedere se si tratti di un’annata sfortunata o di una fine di carriera. Il campione ha sempre dichiarato che i valori espressi in allenamento erano buoni e che la gamba era quella dei giorni giusti. Segno che a volte anche i watt parlano fino ad un certo punto. Perché un conto è sprigionare un elevato vattaggio durante un test, un altro è farlo al termine di una tappa di 6 ore. Il Contador visto domenica, salire a zig zag in salita, non era un bel vedere. Avevamo già notato nel giorno della tappa vinta da Peter Sagan che al momento di sprigionare tutta al potenza lui rimbalzò indietro mentre gli altri volavano. Ci venne spiegato che quello non era un arrivo per lui, che quest’anno con i suoi tecnici si era lavorato sulla pedalata da seduto e sulla frequenza.

In realtà che Alberto non sia più quello di un tempo lo si era capito da tempo. Da quando? Esattamente da 2 anni quando vinse il suo ultimo Giro d’Italia. Eppure aveva vinto. Analizzando meglio quella gara vanno ricordate un paio di cose. La prima che Fabio Aru, suo avversario principale in quell’edizione, ebbe 3-4 giornate non buone. La seconda che l’altro contendente allora era Mikel Landa, il più forte di tutti nel 2015, ma che…. Venne fermato per ordini di scuderia dall’Astana. Si trattava certo di 2 grandi avversari, ma ancora acerbi dal punto di vista dell’esperienza.

 

Per chi non lo ricordasse Landa salì sul Mortirolo a bocca chiusa, cioè senza affanno apparente. Quel giorno avrebbe potuto staccare tutti e fare la differenza. Non lo fece, perse un’occasione e quel Giro, ma si sa, i campioni sanno cogliere l’attimo e vincere non solo con le gambe. Contador quel Giro non lo vinse con le gambe, che iniziavano a scricchiolare, ma con la testa.

Contro questi marziani del Tour 2017 la testa non basta più, purtroppo

 

Martedì 11 Luglio: Périgueux – Bergerac – Km 178

Dopo trasferimento e giorno di riposo, la corsa riprende con una tappa adattissima agli sprinter. da non perdere l’omaggio alla grotta di Lascaux.

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