Paolo Lanfranco è pronto a sfidare il mito dell’ Ironman

Paolo Lanfranco ha 27 anni e un obiettivo: portare a termine l’Ironman 2017. Una gara importante, soprattutto per un ragazzo che parla dello sport come di «un divertimento» piuttosto che un lavoro.

Raccontaci un po’ la tua storia.

Non sono un atleta professionista e non voglio esserlo. Lavoro come preparatore atletico e personal trainer, per me lo sport è solo una passione. Ho scelto di affrontare questa sfida perché sono convinto che anche con pochi allenamenti, ma di buona qualità si possano ottenere risultati soddisfacenti.

Cosa ti ha spinto a scegliere l’Ironman come gara?

Lo sto facendo per Christian, un mio caro amico che è venuto a mancare poco tempo fa. Lui sapeva che avrei voluto affrontare questa sfida e ho deciso di farlo davvero in suo onore.

Parlaci della tua collaborazione con “Voglia di Crescere”

Voglia di Crescere è una onlus a me molto vicina. Si occupa di bambini prematuri e con problemi nella crescita. Ha aiutato mio nipote e da quel momento l’ho sempre supportata. Con la mamma di Christian abbiamo deciso di devolvere le donazioni ricevute sul mio sito a questa incredibile associazione.

Sul sito si possono seguire i tuoi allenamenti quotidiani, perché questa scelta?

Volevo sfatare il mito di Ironman. Non è una gara per super uomini, serve solo un buon allenamento e chiunque può portarlo a termine. Mostrare a tutti i miei allenamenti, i miei risultati, i miei pasti e persino le mie ore di sonno è una grande responsabilità ma sono sicuro di potercela fare.

Come ti sta aiutando Sport Plus Health nel tuo percorso di preparazione?

A breve saranno disponibili i live dei miei allenamenti, tutto grazie alla nuova app di SPH “Follow Me”. Le app mi stanno aiutando a verificare i miei risultati e miglioramenti e mostrargli altri altri. La cosa che più mi piace è che SPH non è solo un’applicazione sportiva ma anche un social, è bello poter condividere i propri risultati e trovare ispirazione dagli altri. Anche gli appassionati che si stanno affacciando sul mondo delle gare possono partire con una marcia in più, senza spendere un sacco di soldi per un ciclocomputer.