PER FARE L’IROMAN SERVE LA QUALITA’, NON LA QUANTITA’

finischer thriathlon

Portare a termine un Ironman per molti è il sogno di una vita sportiva. Per altri un lavoro, per qualcuno, come Paolo Lanfranco una passione da combinare con famiglia e professione ma che proprio sul più bello ti regala emozioni in grado di inondare corpo e mente.

“Ho terminato a Kagenfurt, in Austria il mio Ironman. – spiega il piemontese – All’arrivo ho tolto dal taschino posteriore le foto di 2 amici: Cristian e Alessia. Sono venuti a mancare in un incidente. In particolare Cristian era un tipo estroverso che faceva molte cose estreme e questo gesto era adatto per lui. L’idea della foto era un pensiero riservato, me l’ero tenuta in tasta e all’arrivo tirarla fuori e dedicarla a lui è stato uno sfogo istintivo.

Facciamo un passo indietro. Da cosa parte la motivazione per affrontare una sfida così impegnativa (3,8 km a nuoto, 180 in bicicletta e 42 a piedi).

È un pallino che ho da sempre. Mi ero prefissato che prima o poi lo avrei fatto. Lo sognavo fin da bambino. Nella vita faccio il preparatore atletico e nel 2013 avevo seguito una ragazza nel suo percorso di preparazione ad un Ironman e credo di aver tratto la giusta ispirazione. Dopo l’episodio che vi ho raccontato ho deciso di farlo pure io. Ho voluto condividere con molte persone quest’esperienza. Oggi è possibile farlo, intendo preparare un Ironman senza sacrificare lavoro e famiglia.

nuoto triathlon swim

E ci sei riuscito?

Certo ho fatto in modo di sostenere un lavoro imperniato sulla qualità. In 9 mesi di preparazione ho percorso 3.500 km in bici (10 distanze le ho percorse negli ultimi 2 mesi e mezzo). Mi sono allenato molto anche in indoor sul rullo magnetico. Per quanto riguarda la corsa i chilometri percorsi sono stati 900 e 130 di nuoto. A questo si aggiungono una quaratina di allenamenti in palestra per lavorare su forza e potenza.

A cosa ha rinunciato?

Non ho rinunciato a nulla, soprattutto l’allenamento è sempre stato impostato in modo da non togliere spazio alla famiglia. A volte la domenica mattina mi alzavo prestissimo e a mezzogiorno ero a casa per pranzare a passare il pomeriggio assieme a mia moglie. Ho pure preso parte ad un addio al celibato e matrimonio la settimana prima dell’Ironman. Non sono un professionista, la priorità è vivere la vita. Certo, cerco di comportarmi in modo professionale, il più possibile, ad esempio evitando anche la birra negli ultimi 15 giorni e sostenendo un’alimentazione corretta anche grazie ai consigli alimentari di mio fratello.

Quali sono le regole virtuose?

Oltre a mangiare in modo preciso ho cercato di impostare uno stile di vita regolare e nell’ultimo periodo ho cercato di svegliarmi sempre all’ora della gara in modo da avere il controllo del corpo.

cycling triathlon

E la gara come è stata?

La frazione di nuoto è andata bene, il problema è venuto dopo 25 km di bici quando ho rotto la protesi al manubrio. L’ostacolo più grosso era quello di affrontare quest’ulteriore stress che mi penalizzava anche nella performance. La cosa importante era tenere duro fino al chilometro 55 dove c’era il meccanico dell’assistenza tecnica. Il problema andava affrontato da 2 punti di vista differenti. Il primo era non saltare con la testa. L’altro problema erano le discese da affrontare a 70 all’ora con l’appendice che di fatto mi era rimasta in mano. Non era semplice. Avevo un freno solo e un uso del manubrio non adeguato. Mente e schiena sono state subito scombussolate per di più senza poter usare il cambio. Insomma la frazione in bici è partita male e poteva concludersi peggio. Ho avuto la forza di tenere tutto sotto controllo e risolvere la situazione.

Un’ultima curiosità ma cosa avevi con te per alimentarti in questa sfida impossibile?

Ogni 35 minuti era importante mangiare perché con la stanchezza c’è il rischio di dimenticarsene.. Cosa ho mangiato? Per l’esattezza:

 

  • 16 gel
  • 14 pezzi di grana
  • 1 barretta
  • 4 banane
  • 2 arance
  • un pezzo di anguria
  • 6-7 litri di acqua e sali

 

Schermata 2017-08-05 alle 15.55.31

Un ringraziamento speciale va a chi ha sostenuto Paolo in questa avventura:

Sph, Sportful, Karpos, Emporio Calcio, Paschetta, CicliMattio, CicloMoove, MagneticDays, Vittoria, EthicSport, SlalomSport, Carrozzeria Barra.