WEEK END GIA’ DECISIVO? OGGI UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI

Una questione di centimetri, meno ancora di millimetri, pare 3. Così il destino che accompagna certi campioni imbattibili ha voluto che Marcel Kittel portasse a casa la terza vittoria al Tour de France. Il battuto è il povero Bohasson Hagen, norvegese eterno predestinato che inizia a non essere più tanto giovane.

Kittel azzecca il colpo, un’inezia, un soffio, che gli permette di cambiare la storia. Sicuramente la sua personale in questo Tour de France che lo incorona sempre più King of the sprinter.

Lo sguardo è però già proiettato avanti, a sabato con l’arrivo a Station des Rousses, di 187,5 km (una frazione che si svolge interamente sul Massiccio del Jura e che propone terreno per attaccanti, con l’ultimo GPM a soli 11 km dal traguardo) ma soprattutto a domenica con la Nantua – Chambérys – Km 181,5.

È un tappone, con 4.600 metri di dislivello e tre salite con pendenze costanti oltre il 10%: l’inedito Col de la Biche, il Grand Colombier e le Mont du Chat.

Unzue, team manager della Movistar che oggi vestiva con il fazzoletto rosso di San Firmino al collo, l’ha definita come la tappa più dura e decisiva della corsa francese. Se lo dice lui, che è venuto fin qui con Nairo Quintana per far saltare il banco, c’è da credergli. I tifosi sperano che qualcosa possa accadere e di non assistere ad una corsa al marcamento come successo al Giro. Il pronostico della logica direbbe Froome, quello della fantasia e del cuore, Fabio Aru. Gli altri? Sono i benvenuti. Basta avere gambe e coraggio e il Tour non ti respinge mai.

 

Scopri tutti i percorsi on the road grazie alla nostra iniziativa streetview e scarica la nostra app