With Tommy on the Road of Life

Da Trento a Roma in bicicletta passando per Firenze: 13 Pellegrini a Pedali partiranno l’8 febbraio per consegnare direttamente nelle mani di Papa Francesco il libro Tommy sapeva correre, omaggio a un giovane ciclista ucciso da un pirata della strada durante un allenamento. Noi di SPH abbiamo chiesto a Marco Cavorso, padre di Tommy, di parlarci di questa avventura.

 

Marco, come le è venuto in mente di organizzare questa bella iniziativa?

Con Tommy Road Life, che è l’abbreviazione di With Tommy on the Road of Life, vogliamo che la strada diventi occasione di vita e non luogo di morte, come purtroppo avviene per molti ragazzi ogni anno (circa 3600 solo in Italia). Dovete sapere che il libro Tommy sapeva correre è stato scritto a più mani da autori che poi hanno deciso di partecipare a questo speciale pellegrinaggio. In particolare lo scrittore ed ex ciclista Paolo Alberati, l’autore della prefazione ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest, la psicologa Lucia Caligiani, mia moglie Cristina e io (tutti autori di un capitolo all’interno del testo). Il libro narra la storia di Tommy, giovane ciclista ucciso da un pirata della strada nell’agosto del 2010. Insieme a noi ci sarà una brigata di grandissimi sportivi, tra cui la campionessa di triathlon Martina Dogana; Paola Gianotti, attuale detentrice del guinness world record per il giro del mondo in bicicletta e testimonial proprio in questi giorni di Bike the Nobel; il sindacalista dei ciclisti ed ex professionista Andrea Ferrigato; il recordman di Ultracycling Paolo Aste. Questo gruppo affiatato si è creato sin dalla presentazione del libro tenutasi all’autodromo del Mugello nel dicembre 2014. Dopo la presentazione ci siamo posti delle sfide: con Paolo Alberati e Maurizio Fondriest abbiamo deciso di portare il libro a Roma dal Papa e al Parlamento. Questo viaggio completa quell’impegno preso.

 

Cosa pensate che possa fare Papa Francesco per appoggiare la vostra causa?

Sicuramente Papa Francesco, già con la risposta tempestiva che ci ha dato, ha saputo infondere forza al messaggio che stiamo dando, oltre a fortificare la coesione che identifica questo gruppo di lavoro.

 

Qual è l’invito che fate ai cittadini? Cosa c’è necessità di fare per ottenere più protezione per le biciclette nelle strade?

Il tema del primo giorno di pellegrinaggio sarà la possibilità di fornire le strade d’Italia di piste ciclabili vere, come quella che percorreremo in bici fino quasi a Verona. Un tema importante, oltre al basilare rispetto delle regole da parte di tutti gli utenti della strada, è quello di cercare di creare spazi dedicati per ogni categoria (pedoni, ciclisti, mezzi motorizzati).

Il tema del secondo giorno è l’incontro con i ragazzi delle scuole medie dei comuni attraversati lungo il percorso Fiesole-Greve in Chianti, per sviluppare con loro un futuro più civile nei rapporti dei vari utenti della strada. Con noi portiamo vari messaggi, in particolare ci accompagna il logo della distanza minima di 1,5 metri quando si sorpassa un ciclista.

Il viaggio si concluderà con l’udienza dal Papa. Un incontro emozionante e carico di significati.

 

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